Get Adobe Flash player

Cabala

La cabala, qabbalàh, kabbalah o cabbala è il termine usato per indicare quegli insegnamenti "esoterici" e "mistici" propri dell'ebraismo a partire dal XII secolo, in un suo significato più ampio esso intende quei movimenti esoterici nati in ambito ebraico con la fine del periodo del Secondo Tempio. In ebraico Qabbaláh (ebr. קבלה) è l'atto di ricevere, la tradizione (la parola ebraica designa anche la ricevuta, ad esempio in una transazione commerciale, e la funzione di ingresso del sabato, la maggiore festa ebraica); secondo questi insegnamenti essa rappresenta il livello più elevato e profondo dell'ebreo poi manifesto nel metodo d'interpretazione esegetica ebraica della Torah definito in ebraico Sodsegreto. La Cabala, secondo i suoi cultori, venne trasmessa da Dio anche ad Adamo e ad Abramo. La cabala ebraica non va confusa con la cabala o le cabale di tradizione occidentale, anche se queste sono ad essa direttamente ispirate.

ASPETTI DEL PENSIERO CABALISTICO EBRAICO. La Cabala non si discosta dagli insegnamenti tradizionali ebraici e dalla pratica della Torah, di cui ne sarebbe l'espressione "interna" come l'anima in rapporto al corpo e lo studio della Torah rispetto alle Mitzvot: essa è quindi parte integrante della religione ebraica. Gershom Scholem pur sottolineandone la tipicità ebraica ha notato gli elementi comuni e le connessioni storiche tra questo misticismo e quello greco e cristiano. Base del pensiero cabalistico è la Bibbia ebraica o Tanakh (acronimo per "Torah, Profeti, Scritti"). La secolare esegesi del Tanakh, già contenuta nella halakháh (Mizvot e presentazione della casistica giuridica), nella haggadáh (sotto forma narrativa), nei due Talmudím, il babilonese e il gerosolimitano, e nei molti midrashím, aveva ormai da secoli posto l'interpretazione del testo sacro al centro della vita dell'Israelita. Si fa risalire l'inizio della diffusione della visione cabbalistica alla pubblicazione del libro Zohar (splendore), pubblicato intorno al XIII secolo ma, secondo la tradizione ebraica, scritto da Rabbi Shimon bar Yochay nel II secolo, o al precedente Sépher Yetziràh (Libro della formazione) attribuito ad Abramo che però è, secondo alcuni, un'opera più esegetica che filosofica; la più importante diffusione del pensiero della Cabala anche tra il popolo sorge con il Chassidismo inizialmente grazie al Besht. Nell'era messianica essa è facilmente a disposizione di tutto il popolo d'Israele.

ORIGINE PROFETICA DELLA CABALA. La Cabala deve essere considerata rivelazione divina della verità più profonda della Torah tramite spirito profetico o attraverso la saggezza con la concessione del Ruach haQodesh; non si tratta quindi di sola deduzione logica, passibile di errore, è infatti verità eterna come parola divina della Torah: fuoco nero su fuoco bianco. Si ritiene infatti che ogni aspetto della Torah sia stato rivelato anche a Mosè sul monte Sinai. Ancora confermata la sua sapienza nell'esperienza mistica profetica consapevole; la parte dello Zohar sulle porte sante degli Heikhalot rappresenta il raggiungimento delle porte d'intelligenza anche per lo Zaddiq Rabbi Shimon bar Yochai.

SEPHIRAH. Il fulcro dell'elaborazione delle dottrine mistiche riguardanti l'aspetto segreto del creato è un'opera composta verosimilmente in Éretz Yisraél nel VI o VII secolo ma secondo la Tradizione ebraica scritto da Avraham, il Sépher Yetziráh. Nel Sépher Yetziràh, che tratta delle forze segrete del cosmo, si trova la prima menzione di un termine che diventerà centrale nella successiva speculazione: la nozione di sephiráh. Letteralmente sephirah o sefiráh (plur. sephiroth o sefirót) significa "calcolo, numerazione". Nel Sépher Yetziràh il termine acquisisce un significato più ampio: le Sephiroth sono ipostasi o manifestazioni allusive dell'energia divina. Gli autori cabalistici amano paragonare le sephiroth a zaffiri, partendo da un'assonanza dei due termini. Tra la fine del XII secolo e l'inizio del XIII fa la sua comparsa una vasta letteratura mistica già ben organizzata sulla dottrina delle sephiroth; queste si possono definire gradi per mezzo dei quali Dio agisce nel creato. Praticamente tutti i mistici affermano che esse sono in numero di dieci. Le Sephiroth hanno anche dei nomi propri: Keter (corona), la più alta e più vicina a Dio; Binah (scienza o conoscenza) e Chokhmah o Hokmah o Chochmah (saggezza) a un livello inferiore;Ghevurah o Gheburáh (forza) e KhessedChessed o Héssed (misericordia o pietà) al terzo livello; Tiferet (bellezza) al quarto; Hod (gloria) e Nezakh (eternità o vittoria) al quinto; Yessod(fondamento o fondazione) al sesto; Malkhut (regno), la più prossima all'uomo. Questi sono i nomi più frequentemente usati. A volte Ghevurah viene chiamata Din (giudizio) o Pachad (paura), Chessed può essere chiamata Ghedulláh (grandezza), Tiferet Rakhamím (misericordia).

Le sephirot vengono rappresentate secondo uno schema detto "Albero della Vita". Inoltre esiste anche una "undicesima" (anche se impropriamente detta) Sephirah: Daat, che si colloca tra Binah, Chokhmah e Chessed e rappresenta il divario tra l'Uomo e Dio.

Nel diagramma dell'Albero della Vita al centro si trova la colonna dell'equilibrio che da Keter, attraverso Tiferet e Yessod, raggiunge Malkhut. A Destra e sinistra di Keter si dipartono altre due colonne: quella della Grazia, attraverso Khokhmah, Chessed e Nezakh; quella della severità risalendo attraverso Hod, Ghevurah e Binah.

Le 10 Sephiroth sono collegate fra di loro da 22 sentieri, associati alle lettere dell'alfabeto ebraico. In vari autori sono presentate varie maniere di associazione. La più diffusa fa partire la alef da Keter in direzione di Chokhmah e si conclude con la tav che sta fra Yessod e Malkhut. I 22 sentieri e le dieci Sephiroth insieme formano le 32 vie di cui parla il Sépher Yetziráh.

In alcuni manoscritti rinascimentali del Cinquecento, il diagramma delle Sephiroth, in quanto emanazione divina, si moltiplica a sua volta indefinitamente. Questa raffigurazione si trova nel testo "Otzrot chayyim (I tesori della vita)" di Chayyim Vital.

I CINQUE MONDI. All'inizio del XIV secolo si cominciarono a diffondere le teorie dei Quattro Mondi (in ebraico: עולמות Olamot/Olamos, sing. Olam עולם) del creato: 'Atzilút (mondo dell'emanazione), Beri'ah (mondo della creazione), Yetzirah (mondo delle forme) e 'Asiyah (mondo della produzione o della fabbricazione). Si conoscono ora anche come i Cinque Mondi dato che si conta la fase precedente, Adam Kadmon, che viene aggiunta alle quattro categorie, descritte come regni spirituali della Cabala, nella catena discendente dell'Esistenza, della Creazione e dell'atto creativo di Dio: il Seder hishtalshelus (ebraico: סדר השתלשלות) che implica "l'ordine di sviluppo" o "ordine evolutivo" della Creazione Universale, quindi nel significato letterale "il processo di concatenamento". I cinque nomi indicano il variare del tipo di influsso delle Sephiroth - il quinto mondo primordiale, Adam Kadmon, è spesso escluso a causa della sua trascendenza e ci si riferisce quindi solo ai Quattro Mondi successivi. La componente materiale aumenta man mano che ci si allontana dall'Emanatore. Tutte le dieci Sefirot possono essere conosciute e studiate in ciascuno dei 4 Mondi ed anche nella concezione dell'Adam Qadmon.

CORRISPONDENZE. Anche se non visibili agli occhi le sefirot sono percepite dal mistico che si eleva dalle inferiori alle superne attraverso la contemplazione e lo studio delle corrispondenze cosmiche: p.es. ad Avraham può essere associata Ghedullah, a Isacco Ghevurah, a Giacobbe Tiferet. Tutte le componenti del cosmo hanno le loro corrispondenze: Tiferet è il sole, Yessod la luna, Malkhut la terra, e così via. Anche i XXII sentieri vengono associati alle lettere dell'alfabeto ebraico, ai segni zodiacali, pianeti e elementi, ecc. L'esistenza di queste associazioni risale alla gnosi e a una visione spirituale e santa dell'universo in cui ogni parte è collegata ad un'altra. Ciò che non è conoscibile è quello che sta oltre la sefirah più alta, cioè l'Altissimo che, essendo incommensurabile, non può venir percepito dall'uomo.

EMANAZIONI. Si pone il problema di come possa Dio, un ente infinito, quello che anche Isacco il Cieco chiamò l'En Sof (non-fine), emanare aspetti di sé in un mondo finito. Secondo Mosè Cordovero Dio si "contrasse" per poter emanare la sua energia nel Chalal per la formazione successiva del mondo creato al fine di avere un Luogo in Basso in cui abitare per "mostrare la Sua gloria alle genti". La contrazione di Dio (tzimtzum) è al centro della speculazione di Isaac Luria. In conseguenza dell'emanazione, secondo Luria, si crearono dei vasi per contenere l'energia divina. I vasi superni, i più forti, resistettero bene alla pressione della luce ma gli inferiori si ruppero e dispersero l'energia. I frammenti dei vasi rotti contengono ancora particelle di luce: queste sono spesso miste alle Qelipòth (gusci), le forze del male.

QABBALAH NELLA LETTERATURA CONTEMPORANEA. Il romanzo Il Golem (1915) di Gustav Meyrink contiene numerosi riferimenti a tradizioni cabalistiche, in particolare al mito della creazione di un essere d'argilla (come fece Dio con Adamo) al quale, secondo una leggenda risalente al Medioevo, può essere conferita la vita scrivendogli sulla fronte la parola ebraica emeth (verità), mentre per toglierli la vita è sufficiente cancellare la iniziale, in modo che rimanga meth (morte). Giungiamo in questo modo ai nostri giorni e alla diffusione di questa dimensione magica a livello della cultura popolare per effetto della musica rock che tanto ha celebrato Aleister Crowley, ultimo esponente della tradizione della Golden Dawn, che ha pubblicato tutti i rituali di questo ordine e che ha dato un'interpretazione della Qabbalah così libera e potente da costringere i maestri della dottrina ebraica (come nel caso di Gershom Scholem) a dover fuoriuscire dal loro perimetro interno e spiegare il punto di vista ebraico su cosa debba intendersi per קבלה rivelando una tensione tra la Cabala come corrente esoterica del pensiero e del misticismo ebraico ed una Cabala moderna, secolarizzata, come quella che proviene dalla contro-tradizione della Golden Dawn. Da qui in avanti i riferimenti diventano interminabili. Anche la favola I Tarocchi degli Gnomi (1990) di Giordano Berti si ispira alla Cabala: i nomi delle ventidue lettere ebraiche sono distorti in modo da formare i nomi di altrettanti personaggi, mentre le 10 sephiroth sono i luoghi in cui si svolge la vicenda. In pratica, sotto il velo di un racconto per l'infanzia si nasconde un vero e proprio percorso iniziatico lungo l'Albero della Kabala. Il racconto sette lunedì contenuto nella raccolta La prima indagine di Montalbano, scritta da Andrea Camilleri ha come motivo portante della storia l'interpretazione distorta (dalla follia) della cabala da parte di uno dei personaggi. In particolare tale personaggio distorce l'interpretazione della cabala di Mosé Cordovero e Isaac Luria. Nel romanzo Cefa di Daniele Trucco (2007) parte della narrazione è costituita da un'indagine che porterà il protagonista a ricercare i legami tra cabala ed ermetismo. Il romanzo Pendolo di Foucault di Umberto Eco utilizza, come artificio narrativo, la simbologia cabalistica e alchemica; curiosità: il nome attribuito al computer che custodisce "il Piano" è Abulafia. Il romanzo Il Cabalista di Lisbona (1998) di Richard Zimler contiene numerosi riferimenti a tradizioni cabalistiche.

PENETRAZIONE DELLA CABALA IN OCCIDENTE. La Tradizione della Qabbalah riverbera nel genere letterario dell'apocalittica. Prima di giungere in età neo-testamentaria e trovare il famoso Libro dell'Apocalisse (che chiude la Bibbia nella forma in cui la conoscono i moderni), si dovranno ricordare testi fondamentali di questa tradizione tra cui i libri apocrifi (non inclusi nel canone biblico) di Enoch e il canonico Libro del profeta Ezechiele (il cui primo capitolo è la base della dottrina della Merkavah), scritto al tempo dell'uscita dalla cattività in Babilonia e la ricostruzione del Tempio di Gerusalemme. Gli scavi archeologici di Qumran e Nag-Hammadi hanno rivelato quanto fosse viva questa tradizione e quanti altri scritti l'abbiano arricchita prima di svanire con la distruzione del secondo Tempio e la Diaspora. Nel Medioevo, questa tradizione tornò visibile mediante la pubblicazione (soprattutto in Spagna, ad opera degli Ebrei Sefarditi) di scritti come il Bahir (Libro della Chiarezza) e lo Zohar (Libro dello Splendore), che furono le basi della penetrazione della Qabbalah nel pensiero occidentale. Tuttavia, l'espulsione degli ebrei dalla Spagna ad opera di re Ferdinando il Cattolico eclissò nuovamente questa tradizione, che riparò a Saféd, in Galilea. Qui attecchirono nuove importantissime opere, tra le quali svetta Etz Chaim "L'Albero della Vita", in cui sono riportati gli insegnamenti di Isaac Luria, che aprì la Qabbalah al pensiero moderno. Dagli insegnamenti di Isaac Luria derivò la dottrina di Nathan di Gaza, che individuò in Shabbatai Tzevì, un ebreo di Izmir, il nuovo Messia che avrebbe dovuto riportare gli ebrei della diaspora in Israele. Su questa operazione investirono ingenti risorse molti ebrei europei, soprattutto i banchieri d'Olanda e Germania; tuttavia non andò a buon fine e, addirittura, Shabbetai Tzevi si convertì all'Islam. Questo paradosso fu accolto come necessità di comprendere la Diaspora. La conversione forzata al cattolicesimo che avevano dovuto subire gli ebrei d'Europa si apriva adesso anche all'Islam (trovando nella dottrina Sufi l'equivalente analogo della Qabbalah). In ogni caso, la dottrina di Isaac Luria (che contiene elementi di interpretazione della trasmigrazione delle anime e del significato profondo della vita), venne importata in Europa – soprattutto da Jakob Frank – e in Germania, dove divenne riferimento dottrinale di alcuni ambienti massonici presso i quali l'Ordine degli Illuminati aveva influenza. Soprattutto a questa connessione si deve il distacco di alcune ruote massoniche dall'alveo tradizionale occidentale del cristianesimo esoterico per entrare nella dimensione pienamente cabalistica. Per via dei contatti tra ambienti tedeschi e inglesi (precisamente: tra Theodor Reuss e William Wynn Westcott), dobbiamo considerare come la dottrina della Qabbalah abbia fatto il suo ingresso nel moderno mondo occidentale per mezzo della controtradizione della Golden Dawn.

INTERESSE ATTUALE PER LA QABBALAH. Escludendo dottrine false o con argomentazioni e concezioni deviate, immorali o peccaminose, l'interesse di oggi per la Cabala e l'Ebraismo in genere di molta parte dell'umanità, come mai successo nella storia passata, sembra la realizzazione di molte profezie ebraiche non potendo negare molte opinioni ebraiche contrarie all'avvicinamento alla Cabala, ad esempio non vissuta unitamente alla volontà di compiere ed osservare le Mitzvot secondo una sincera Teshuvah; non si possono altresì negare le profezie sullo spirito che nell'era messianica investe molti ebrei e persino alcuni dei loro servi ed ancora l'insegnamento profetico sulla competenza in Halakhah e nei metodi di interpretazione della Torah, nell'era messianica presente in tutti gli ebrei, prima o dopo: viene profetato infatti che nell'era messianica nessun ebreo ha bisogno di direttive di Maestri (ma non può stare senza essi e senza la loro guida) perché, come citato poc'anzi, ognuno è esperto nella Legge. Secondo altre opinioni lo studio della Cabala risulta attraente e illuminante anche per la stessa osservanza delle Mitzvot e per l'amore di Dio e della Torah, seppur con i limiti concessi: esse accettano infatti che l'anima viene illuminata e brilla di salvezza tramite tale studio finanche preparata per l'era messianica completa e per il Mondo futuro.
Resta quindi innegabile l'impossibilità di comprendere o concepire i concetti e le idee mistiche ebraiche da parte della maggioranza dell'umanità nonché il divieto di trasmetterne oralmente i principi a chi non preparato interiormente e spiritualmente.
Quanto all'avvicinamento di coloro che non appartengono al popolo ebraico o non Gher, è possibile la comprensione letterale dei testi e degli insegnamenti Sinaitici, anche poi rabbinici (o di alcuni di essi), detta Pshat in ebraico: pur se considerato livello "semplice", esso non è raggiungibile da tutti.